La spiaggia su cui muore l’Europa
-S.M.C.- Ha ragione Calabresi, nel titolare così su La Stampa pubblicando la foto del piccolo Aylan senza vita, ma bisogna chiedersi dove sono le vere responsabilità di quello che sta accadendo nel Mediterraneo. Chi ha fomentato, iniziato, finanziato e sostenuto la guerra civile in Siria? sino ai risultati di questi ultimi mesi: un paese martoriato, milioni di profughi in fuga e l’Isis sempre più forte. La responsabilità è tutta degli Stati Uniti e, siccome le responsabilità sono personali, del suo Presidente Barak Obama, il Nobel per la Pace più amante delle guerre che si sia mai visto.
Max Boot, arabista del Council of Foreign Relations, afferma che gli Stati Uniti non vedono nella sconfitta dell’Isis un motivo di interesse nazionale: resterà senza seguito la sollecitazione del ragazzo siriano “fermate la guerra e noi resteremo in Siria”. Sembra quindi che dopo l’attentato alle “torri gemelle” l’obiettivo della maggiore potenza occidentale sia quello di destabilizzare tutta l’area medio-orientale con tutti gli strumenti possibili: guerre civili, primavere arabe, colpi di stato, shale oil per abbattere il prezzo del greggio, accordo con l’Iran che indebolisce Israele, fondamentalismo islamico di cui facilita l’ampliamento della zona di influenza dalla Nigeria all’Indonesia.
Poco importa se tali destabilizzazioni si ribaltano sull’Europa, naturale meta dei disperati: obiettivo non detto è la perdita dell’identità culturale e spirituale degli europei (che integrazione ci può essere se noi per primi rinunciamo ai nostri valori civili e religiosi??), ma non solo: perché non intervenire per difendere l’unicità di Palmira, così come è accaduto con i Buddha in Afghanistan o per la distruzione della spiritualità del Tibet (non sono forse accaduti nel Tibet fatti ben più gravi della vicenda ucraina?).
La chiave di lettura di tutti questi eventi, che non sempre vengono “letti” come parte di un unico progetto, ci viene dall’Enciclica di Papa Francesco Laudato Sì: dietro tutto ciò c’è il trionfo della tecnocrazia, con la tecnica che non è più strumento al servizio dell’umanità, ma un progetto che intende asservire l’umanità a beneficio di pochi, anche a discapito della sovranità degli stati.
Le migrazioni diventano il modo crudele con cui ovviare alla carenza di manodopera nel mondo industrializzato, che da tempo ha scelto -….ma sbagliando….. tempo – di concentrare la ricchezza riducendo la crescita demografica, come bene ha detto l’economista Ettore Gotti Tedeschi in una sua recente intervista. Naturalmente, come sempre, ci sono quelli più veloci e più furbi, come la sig.ra Merkel che si accaparra i profughi siriani, notoriamente…”la meglio migrazione”, lasciando a noi l’ivoriano accusato del duplice odioso delitto di Catania.


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