“Onorevole, non voti la legge Cirinnà” Vescovo scrive ai senatori piemontesi
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 2 settembre 2015
“Egregio Onorevole, non voti la legge Cirinnà”. Mons. Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui (Alessandria), invita i parlamentari piemontesi e liguri, espressione del territorio sul quale insiste la sua Diocesi, a non approvare il ddl sulle unioni civili, il cui iter è ripreso in Commissione Giustizia di Palazzo Madama, per la discussione e l’esame degli emendamenti.
Il prelato, indirizzando una lettera ai senatori, ricorda “a chi ha l’arduo compito di legiferare per il bene comune della Nazione” le parole del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: Applicare gli stessi diritti della famiglia ad altri tipi di relazione è voler trattare allo stesso modo realtà diverse: è un criterio scorretto anche logicamente e quindi un’omologazione impropria”.
Con questa presa di posizione, mons. Micchiardi, già vescovo ausiliare di Torino e per anni stretto collaboratore del card. Giovanni Saldarini e successivamente del card. Severino Poletto, ribadisce la linea della Chiesa che sebbene non sia “contro nessuno”, “crede nella famiglia come è riconosciuta dalla nostra Costituzione e come corrisponde all’esperienza universale dei singoli e dei popoli: papà, mamma, bambini, con diritti e doveri che conseguono il patto matrimoniale”. Qualsiasi equiparazione tra la disciplina delle unioni e il matrimonio va respinta, poiché aprirebbe, nei fatti, a derive sul campo delle adozioni e minerebbe alla radice l’istituto matrimoniale.
Intanto il percorso del ddl Cirinnà si annuncia a dir poco accidentato. Sono in tutto 1.508 le proposte di modifica del testo, presentate in gran parte dal Nuovo Centrodestra. Un numero alto, ma che rappresenta soltanto la metà degli emendamenti e subemendamenti proposti: l’altro 50 per cento è stato giudicato inammissibile o improponibile. Il Pd teme l’ostruzionismo da parte degli alleati di governo. Se ciascun emendamento venisse discusso, i tempi sarebbero dilatati a dismisura. Di fronte a questa prospettiva, c’è la possibilità che la capigruppo del Senato calendarizzi lo stesso l’aula dove il provvedimento potrebbe approdare anche senza aver concluso il suo iter in commissione Giustizia. Lo scopo è arrivare all’approvazione definitiva anche alla Camera entro l’anno.
Il referente dei democratici in commissione, Giuseppe Lumia, apre al dialogo ma senza stravolgimenti del testo. “Per il Pd – dice – la scelta a favore delle unioni civili è chiara. Per noi è importante approvare il testo Cirinnà. Il nostro Paese è pronto e maturo per questa scelta. Si tratta di una proposta aperta al dialogo, per cui invitiamo a mettere da parte l’ostruzionismo”. Su di un fronte simile si trova il M5s che è disposto a modifiche del testo purché non sostanziali.
Tre i principali nodi attorno ai quali ruota il dibattito che già accende gli animi anche a Montecitorio. “Sì al riconoscimento dei diritti individuali, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti relativi alla solidarietà e alla cura, ma no ad adozioni, pensioni di reversibilità e all’equiparazione con il matrimonio”, riassume la deputata di Ap, Paola Binetti, in sintonia con il senatore Carlo Giovanardi (Ncd). Forza Italia si esprime con la voce di Francesco Nitto Palma: “Chiediamo di evitare l’equiparazione delle unioni civili al matrimonio tradizionale e di evitare differenze profonde tra la disciplina delle unioni civili e delle coppie di fatto eterosessuali”. Il che tradotto vorrebbe dire: sì ai diritti individuali, no a quelli di coppia. Una posizione simile a quella di Ncd. Curiosa la terza via illustrata dal senatore Lucio Barani, presidente di Ala (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie) il gruppo parlamentare voluto da Denis Verdini. “Non posso che essere d’accordo con le unioni civili – dice da ex socialista -, ma non con gli estremismi di Cirinnà né di Giovanardi. Se il testo del disegno di legge sarà rivisto e corretto, Ala lo voterà. Noi e i moderati del Pd la pensiamo allo stesso modo, troveremo un equilibrio”.


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