Turismo, basta con le Regioni fai da te
Riportiamo l’articolo, a firma di Stefano Rizzi, pubblicato su “Lo Spiffero” il 19 novembre 2015
Evelina guarda alla Cina. Ma la Grande Muraglia di grane ce l’ha qui. Da un mese al vertice dell’Enit, il carrozzone statale del turismo già destinato alla rottamazione e salvato da Matteo Renzi che ne ha affidato la guida a lei, la Signora degli A(g)nelli, Evelina Christillin imbocca la nuova strada con una sterzata: impossibile continuare ad avere quattro sedi in Nord America e soltanto una in Cina, il potenziamento dell’azione di promozione turistica dell’Italia nell’Asia e del Pacifico è una priorità assoluta.
Non l’unica, per il nuovo Enit, ancora gravato da mille fardelli della precedente e non rimpianta gestione, di cui la Christillin (insieme ai membri del cda Fabio Lazzerini e Antonio Preiti) ha parlato ieri in audizione di fronte alla commissione Attività produttive della Camera.
Tante le questioni ancora aperte, legate all’assetto e ai dipendenti, ma non meno difficoltose quelle che si potrebbero parare davanti alla manager torinese non appena si tratterà di toccare centri di potere e situazioni consolidate, ma anche entrare in un terreno dal quale lo Stato è rimasto distante e latitante per anni delegando agli enti locali, per imboccare un’altra svolta annunciata, oltre a quella verso i nuovi mercati del Far East tesa a conquistare nuovi flussi turistici dall’Oriente. Si tratterà infatti, come la stessa Christillin spiega allo Spiffero, di “far svolgere al nuovo Enit un ruolo che non ha mai esercitato prima: quello di cabina di regia per coordinare le politiche turistiche in concordia con le Regioni, affinché non si disperdano più energie e risorse in mille rivoli”.
La presidente del Museo Egizio voluta da Renzi a gestire la strategica partita del turismo italiano sul mercato globale premette che “il ruolo delle Regioni rimane centrale”, però “non si può continuare con situazioni come quella che ha visto recentemente in Cina il solo stand del Piemonte. La questione del coordinamento e dell’attività congiunta con le Regioni è il centro delle nostre attività ed è stato anche uno dei punti nodali affrontati nel corso dell’audizione. Lasciamo la massima libertà a tutti – aggiunge – ma vi sia una cabina di regia, un centro propulsivo e si coordinino le politiche di promozione prima e non ex post”.
Mentre deve ancora dipanare la matassa dei conti senza sapere quale sarà il rifinanziamento del ministero e dovendo superare non pochi ostacoli dati dal cambiamento giuridico dell’ente – “il 31 ottobre era prevista la scadenza per il bilancio preventivo ma ad oggi, con questi problemi, non è stato possibile arrivare alla redazione di un bel niente” – la manager delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 detta alcune linee del nuovo corso con le Regioni: “Abbiamo già fatto una proposta e la stiamo diffondendo a tutte le Regioni: l’Enit invece che a 35 fiere parteciperà soltanto a 7, ma così uniamo le forze e possiamo garantire tutto il supporto organizzativo e finanziario. Poi è chiaro che se uno vuole fare altre cose le fa. L’idea è di seguire i modelli francesi e inglesi, paesi dove le politiche culturali e turistiche si fanno coordinando le risorse organizzative, finanziarie e di comunicazione”. Per la Christillin che lo ribadisce dopo averlo detto davanti ai parlamentari “qui siamo ancora molto frantumati: chi propone lo sci lo fa ciascuno per sé, uno per il Piemonte, l’altro per la Val d’Aosta, l’altro ancora per l’Alto Adige. Bisognerebbe andare verso una razionalizzazione per prodotti e per offerte omogenee, come per l’enogastronomia, solo per fare un esempio”.
Sul Piemonte, lei donna di “sistema”, non si sbilancia più di tanto, ma ammette che “si sta facendo una buona politica, risollevando un tema, quello del turismo, che forse era stato un po’ tralasciato a favore della cultura. Certo si può fare di più nella misura in cui ci si mette insieme. In Italia – dice – ci sono 51 siti Unesco, se si facesse una politica coordinata dei siti, si avrebbe una potenza maggiore”. Insomma, la Christillin in cabina di regia ci è già entrata, per coordinare le varie Regioni, perché “è un compito che dovremo essere in grado di fare noi a breve”. Lo ha ripetuto ai parlamentari, incassando il viatico della maggioranza che con la deputata dem piemontese Cristina Bargero, componente della commissione, ha “apprezzato il fatto di dotare il sistema turistico italiano di un osservatorio-dati realmente puntuale, che è l’unico modo per orientare al meglio le strategie future, così come il taglio manageriale nella gestione di questo apparato che dovrà coordinare l’azione sinergica delle Regioni per l’offerta verso l’estero”.
Altro che viatico, invece, quello che arriva dall’ex assessore regionale al turismo, oggi parlamentare europeo Alberto Cirio: “Decide chi ha i soldi, è così da sempre – taglia corto l’esponente berlusconiano – e i soldi, non molti ma quelli che ci sono, li hanno le Regioni, non certo l’Enit”. Una posizione da sempre critica quella di Forza Italia verso il carrozzone rimesso in moto da Renzi: pochi mesi fa il capogruppo in consiglio regionale Gilberto Pichetto aveva addirittura presentato un ordine del giorno a Palazzo Lascaris in cui si impegnava il presidente Sergio Chiamparino a chiedere al governo, in Conferenza delle Regioni, la chiusura di un organismo “nato per promuovere il turismo e che invece usa il 50% delle risorse solo per il suo funzionamento. Liberando risorse con la chiusura dell’Enit – aveva chiesto Pichetto – il governo ripartisca le risorse risparmiate tra le varie regioni, in modo da implementare i bilanci regionali degli assessorati al Turismo che negli ultimi hanno subito inevitabilmente pesanti tagli per contenere la spesa”. La Christillin era già annunciata, ma non ancora insediata al vertice dell’Enit. Oggi dal centrodestra l’opinione non è cambiata. “Faccia pure tutte le cabine di regia che vuole – rincara la dose Cirio –. Intanto le Regioni continueranno a fare quel che ritengono giusto. I soldi chi li mette? La Christillin?”.


Commenti recenti