L’addormentato centrodestra a Torino
-Redazione- A Torino il centrodestra dorme ancora. Forse non si è mai svegliato. E forse dovremmo accettare questa evidenza, che i fatti vorrebbero mostrarci.
Certamente leggere su “Secolo d’Italia” che, per molte città, si scioglieranno le riserve sul nome dei candidati sindaco solo il prossimo febbraio non è di buon auspicio. Sarebbe, infatti, sinonimo di programmi studiati a tavolino in una sera tra amici (pensando più al bicchiere di vino che al bene della propria città). Sarebbe sinonimo di una preoccupante continuità. Significherebbe, nel caso più “fortunato”, portare voti al ri-candidato Fassino, salvo poi lamentarsi del suo non-operato oppure delle scelte, che colpiranno ancor più duramente Torino.
Forse questo modo di procedere garantirà qualche poltrona agli amici. Ma, dall’altra parte, prima o poi, garantirà un afflusso di voti allo schieramento opposto (se non altro per sconforto). O, più presumibilmente, una crescente astensione, segno di sconforto, delusione. Ma anche segno di un crescente strapotere di amministratori eletti da una minoranza sempre più piccola.
Forse al calduccio, tra le coperte, si sta bene. Ma sarebbe ora di svegliarsi (nel frattempo tutti gli altri stanno già concordando il programma – se non lo hanno già fatto – e hanno i nomi o, almeno, il nome del candidato sindaco). Noi cosa aspettiamo?


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