Il suicidio di Forza Italia
Riportiamo l’articolo, a firma di Mino Giachino, pubblicato su “Lo Spiffero” il 10 giugno 2016
Capita nella politica quello che capita nella cinematografia. Solo che nella cinematografia si replicano i film di successo, in politica a volte si replicano gli insuccessi. Forza Italia ha fatto la sua parte di gravi errori affinché il centrodestra non andasse unito alla recente competizione elettorale a Torino e malgrado tutte le dichiarazioni ottimistiche di Napoli e Pichetto, il risultato è stato il peggiore della storia di Forza Italia a Torino. Napoli e Pichetto non contenti vogliono replicare il film ed hanno dichiarato di lasciar liberi gli elettori di votare secondo la propria testa. Il deficit di comprensione politica così è conclamato.
In questi anni li ho sentiti più volte ripetere scandalizzati che non bisognava ripetere la vicenda della candidatura del prof. Buttiglione alle elezioni del 2006 dimenticandosi che il filosofo, amico di Giovanni Paolo II, ottenne allora poco meno del 30%. Di più nelle elezioni politiche del 2013 Il Pdl perse le elezioni perché una parte del proprio elettorato non andò a votare e una parte si lasciò attrarre dalla Lista Monti o dalla Lista Giannino. Come si è visto domenica scorsa e come si vede dalle analisi dei flussi, malgrado sia la Lista Monti che quella Giannino si siano dimostrate un inganno senza precedenti, ben pochi di quegli elettori sono ritornati indietro.
I due cervelloni non paghi del clamoroso risultato di domenica e incuranti della delusione che attanaglia coloro che nelle idee liberali di Forza Italia credono tutt’ora, invece di seguire la indicazione del Cav di votare scheda bianca, hanno deciso di lasciare libertà di voto. Così Forza Italia rischia di perdere un’altra parte della truppa che ha ancora votato domenica scorsa per simpatia al Cavaliere. Invece di spiegare alla città e soprattutto a chi non ha votato domenica scorsa che in questo modo l’alternativa Torino se la giocheranno Fassino, che non si è accorto che la sua politica portava alla decrescita, e la Appendino che invece con il No alla Tav e a tante altre cose la decrescita la predica.
Invece di usare questi quindici giorni per rilanciare una azione politica utile al rilancio di Forza Italia sia nei prossimi impegni referendari che in quelli politici, si lascia libera uscita agli elettori cosicché oggi un bravissimo ragazzo, candidato in Forza Italia, è corso trionfante a farsi un selfie con la bella Appendino. Ieri a caccia di un selfie col Cav o con Toti e oggi con la bocconiana che non risolverà i problemi del lavoro a Torino. Mi auguro che il Cavaliere appena si sarà rilassato venga a Torino con una ramazza potente e scacci i mercanti dal tempio.


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