MONTAGNA, PIEMONTE: CHIUSE LE PRIME TRE COMUNITA’ MONTANE
Riportiamo l’agenzia di ADNKRONOS del 28 settembre 2015
Prosegue l’iter per la chiusura delle 22 Comunità montane in Piemonte, in fase di liquidazione dal marzo 2014. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha firmato il decreto di estinzione delle prime tre: Valsesia, Valle del Cervo La Bursch e Valle Elvo.
Dal 1° ottobre queste Comunità montane non esisteranno più. “Un passo importante, – ha detto l’assessore regionale alla Montagna, Alberto Valmaggia – si stanno raccogliendo i frutti di un enorme lavoro realizzato con il vicepresidente Aldo Reschigna, che ha la delega agli enti locali. In questo primo anno abbiamo già realizzato oltre 100 incontri con presidenti ed amministratori di Unioni e Commissari per portare avanti questo iter”. Altre Unioni intanto, dopo il riconoscimento della Regione Piemonte, stanno diventando operative. La Giunta regionale, nella seduta del 28 settembre, ha dato il via ad altri sette enti: l’Unione montana deI comuni del biellese orientale, l’Unione montana del Pinerolese, l’Unione montana delle Valli Chisone e Germanasca, l’Unione montana Suol d’Aleramo, l’Unione montana Langa Monferrato, l’Unione montana Colline e rive del Cervo e l’ Unione montana Prealpi Biellesi. A questo punto sono 30 le Unioni montane che hanno ricevuto dalla Regione le funzioni delle 45 riconosciute e che entro fine anno saranno pienamente operative. Restano ancora 90 giorni ai ritardatari per farsi affidare le “funzioni della montagna” dalla Regione Piemonte. Anche il quadro dei comuni si sta delineando. Solo 29 enti locali, dei 524 montani, non hanno ancora deciso se convenzionarsi con una Unione esistente o formarne una. Anche per loro il tempo della scelta si sta riducendo e l’invito a sciogliere le riserve sempre più pressante. Entro metà ottobre la Giunta regionale approverà una prima parte dei piani di riparto delle Comunità montane. Lo stralcio riguarda le quote azionarie dei Gruppi di azione locale che passeranno dalle Comunità montane alle Unioni.”È fondamentale – ha concluso l’assessore Valmaggia – mettere in condizione di operare al meglio i tredici Gal piemontesi. Sta infatti concludendosi l’iter di approvazione del Piano di sviluppo rurale. Prima della fine del 2015 ci saranno i primi bandi europei. Una partita che vale oltre 60 milioni di euro che darà nuove opportunità di sviluppo alle terre alte”.


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