Meglio non fosse NATO
-Redazione- Levando lo sguardo dal vergognoso vento di divisioni, che soffia sulla destra torinese, fomentato dall’alto e ingiustificato localmente, le cose non vanno meglio. Mentre parliamo di un candidato sindaco a Torino, che guardi ad un progetto di rinnovata Europa, un rinascimento europeo e della destra, il Presidente degli Stati Uniti rilancia, con un discorso pubblico, il ruolo della NATO in Europa e nel Mediterraneo.
Alcune testate giornalistiche, avvezze allo scambio (volontario?) di parole, parlano di ONU e non di NATO. Ma, qui, si parla proprio del Patto Atlantico. E il discorso suona poco di lotta al traffico degli esseri umani e più militare, contro la Russia e, molto probabilmente, contro la silenziosa Cina.
Quanto tristemente rimangono inascoltate le parole di pace dei successori dei papi, che, da Benedetto XIV fino a Francesco, richiamano all’importanza della pace. Una terza guerra mondiale a pezzi continua a crescere nelle nostre terre, perché non riusciamo a comprendere che la pace parte dai nostri cuori e non è un processo passivo, bensì una volontà, trasformata in gesti concreti di misericordia.
Per aiutare una Europa forte – dicono loro – la soluzione è la NATO. Intanto vediamo sgretolarsi il modello di società e di Europa, che fu immaginato e nacque a Roma. Infatti, la realtà, fatta (per certuni) di denaro e armi e tecnologie, ci mostra un processo di riarmo missilistico (forzato dall’esterno e da biechi affaristi – i commercianti d’armi, che abbiamo anche in casa), che non si ferma e che coinvolge anche la nostra nazione.
Mentre la USS Donald Cook (unità navale lanciamissili) è dislocata nel Baltico, si sta procedendo verso uno «scudo» Usa/Nato in Europa, che comprende, nella conformazione attuale, un radar «su base avanzata» in Turchia, una batteria missilistica terrestre Usa in Romania, composta da 24 missili SM-3, e una analoga, che sarà installata in Polonia. Non stupisca che ora i rappresentanti della NATO siano, dunque, in Romania.
Mentre, fatto meno citato, la Germania e l’Italia sono coinvolte nell’avanzamento di MEADS (sistema di difesa missilistica). Quell’Italia, che sconvolta dalla guerra, ha dichiarato di ripudiarla, si trova a vedere la guerra imposta dall’esterno (con il placet del Governo, che sta in silenzio, e dei mezzi di informazione, forse troppo presi a copiare veline, per rendersi conto che il giornalismo dovrebbe essere al servizio della informazione).
Proprio ieri si celebrava la fine degli orrori della guerra. Invece di piangere tutte le vittime e dire che ripudiamo la guerra, si fa teatrino di varie “resistenze”, senza ricordare che la guerra è li, alle porte. Forse sarebbe opportuno ripartire da un serio progetto di pace. Sempre che non valga il titolo di un famoso film, che ebbe, come attore principale, Alberto Sordi…


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