La destra a Torino al momento della verifica
-Redazione- Questa sera, alle 18.30, presso il Centro Studi San Carlo a Torino, ci sarà un momento importante di confronto politico per la destra torinese. Non è importante perché da noi organizzato, ma perché si metterà alla prova la bontà delle parole dette nello scorso incontro e del cammino fatto da allora ad oggi.
Un primo segnale positivo si raccoglie dalla notizia data ieri da “Lo Spiffero”: Fratelli d’Italia segue la stessa via della Lega e va verso l’appoggio al notaio Morano. Il segnale è positivo perché anche Fratelli d’Italia ha compreso e deciso di appoggiare la strada verso un candidato unitario. Segnale positivo fare un passo indietro da parte dei partiti, perché, come dimostrano i sondaggi, la destra può ancora vincere (purché decida di esistere ed agire e proporre una reale alternativa).
Da Forza Italia, purtroppo, ancora nessun segnale, poiché le decisioni (quelle che arrivano da Roma, a dire il vero) sono state rimandate a domani. Speriamo che l’incontro odierno possa servire per abbandonare i “tira e molla” interni, pensando, invece, al bene comune della nostra città. La fine di questa indecisione sarebbe una grande presa di coscienza dall’alto. Non si possono prendere decisioni romane, inconsapevoli rispetto alla realtà locale.
Ricordiamo un altro punto importante, che “La pietra nello stagno” ci ricorda. Il Sindaco di Torino si troverà anche alla guida della città metropolitana, cioè della vecchia provincia di Torino. Una visione estesa e sinergica di azione sul territorio sarà, perciò, importante.
Così come è di primaria importanza ripartire dalla famiglia, dal suo nascere. Dalla casa, al lavoro, all’educazione, fino all’assistenza.
Per chiudere, ricordiamo l’importanza della cultura, come fondamento dell’identità. Senza identità non si può proporre alcuna politica, se non arrangiamenti amministrativi stantii. Cioè quello a cui siamo abituati. E, se non ci va bene, è giunta l’ora di cambiare. A partire dai partiti.
Nello scorso incontro si era capito che le divisioni di identità tra i vari gruppi sono fittizie. Speriamo che non si debba concludere che le personali divergenze o la sete di poltrone portino ad un fallimento. E questa sera lo verificheremo insieme.


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