Vendesi bambino: 60 mila euro al chilo, tutto sano
– Redazione – Ci sono volte in cui le dita stentano a pigiare la tastiera per commentare i fatti del giorno. Oggi è una di quelle volte. Nichi Vendola e il suo compagno comprano (letteralmente) un bambino, prodotto mescolando il seme di uno dei due con una donna, che, per soldi, “affitta” il suo utero.
Non commentiamo la scelta o le necessità nel caso delle tre persone maggiorenni coinvolte. Trasformare il capriccio/desiderio in diritto è orrendo. Ma ancor più orrendo è aver reso un bambino (che non sceglie) oggetto, sin dal principio e, in quanto oggetto, una “cosa” commerciabile. Alcuni dicono: ma se in Italia non è lecita l’adozione, ha fatto bene. Ma qui non si tratta di adozione (o fate i finti tonti?). Altri dicono: ben venga, se da altre parti è lecito hanno fatto bene. Replichiamo che, mentre il compagno Vendola critica gli “squadristi” “fascisti” “nazisti”, applica un concetto, che, per iperbole potrebbe essere esteso esattamente ai medesimi. Il confondere il “consentito per legge” con il “buono”. Pensate se, per sbaglio, qualcuno ragionasse nella stessa maniera nel caso delle leggi raziali (tragedia e orrore riconosciuto), dicendo: le leggi raziali esistevano, era una cosa lecita; perciò per quei tempi era buono. E ora provate a dire che Benedetto XVI era retrò quando parlava di relativismo…
Ai cari Compagni ricordiamo cosa scrisse Antonio Gramsci (ringraziando Diego Fusaro, che lo ha riportato):
“Il dottor Voronof ha già annunziato la possibilità dell’innesto delle ovaie. Una nuova strada commerciale aperta all’attività esploratrice dell’iniziativa individuale. Le povere fanciulle potranno farsi facilmente una dote. A che serve loro l’organo della maternità? Lo cederanno alla ricca signora infeconda che desidera prole per l’eredità dei sudati risparmi maritali. Le povere fanciulle guadagneranno quattrini e si libereranno di un pericolo. Vendono già ora le bionde capigliature per le teste calve delle cocottes che prendono marito e vogliono entrare nella buona società. Venderanno la possibilità di diventar madri: daranno fecondità alle vecchie gualcite, alle guaste signore che troppo si sono divertite e vogliono ricuperare il numero perduto. I figli nati dopo un innesto? Strani mostri biologici, creature di una nuova razza, merce anch’essi, prodotto genuino dell’azienda dei surrogati umani, necessari per tramandare la stirpe dei pizzicagnoli arricchiti. La vecchia nobiltà aveva indubbiamente maggior buon gusto della classe dirigente che le è successa al potere. Il quattrino deturpa, abbrutisce tutto ciò che cade sotto la sua legge implacabilmente feroce. La vita, tutta la vita, non solo l’attività meccanica degli arti, ma la stessa sorgente fisiologica dell’attività, si distacca dall’anima, e diventa merce da baratto; è il destino di Mida, dalle mani fatate, simbolo del capitalismo moderno”
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