Le libertà che ignoriamo
-Redazione- Varcare la soglia doganale e rientrare in Europa può essere una grande emozione. Fanno riflettere molto le libertà calpestate in alcuni Paesi del mondo. Così come la mancanza di assitenza o la carenza di servizi essenziali, come quello sanitario (che un passaporto dell’area Schengen garantisce ad un cittadino europeo in qualsiasi parte del mondo!!!).
Le libertà di cui godiamo sono immense. Ma noi le calpestiamo ben volentieri.
Trascuriamo la nostra identità nel nome di una falsa libertà e di un falso rispetto, che spesso si traduce in una trascuratezza o mancanza di rispetto per noi stessi. Manchiamo di rispetto per noi stessi nelle nostre città, dove lasciamo crescere bazar illegali. Dove è lecito che ci siano spacciatori impunibili o impuniti, che continuano a perseguire le loro attività illecite perfino nei giardinetti, dove i bambini si radunano per giocare. Manchiamo di rispetto per chi rischia la vita nel nome della sicurezza, lavorando per cifre misere e senza strumenti. Manchiamo di rispetto per malati e anziani, che gradualmente stiamo privando dei servizi assistenziali (pur avendo un servizio sanitari all’avanguardia). Manchiamo di rispetto per la scuola e per chi insegna e per i contenuti dell’insegnamento (senza rispettare l’importanza della nostra identità filosofica e religiosa, ma in favore di quella degli altri).
Però accettiamo ben volentieri i clan di furbetti, quello degli “amici degli amici”, quello dei politici senza qualità, attaccati al loro tronetto. Accettiamo rassegnati i volti immutabili della politica, che si mostrano solo per farsi votare, proponendo slogan senza programmi. Accettiamo il politico di professione nel caso di gente non preparata, ma rifiutiamo con il nostro voto la presenza di gente preparata. Del resto, chi guarda lo spirito di servizio e la formazione di un politico? Se i cittadini non lo chiedono, soprattutto rifiutandosi di continuare a votare certi nomi, chi lo dovrebbe fare?
I cittadini non dovrebbero interessarsi di politica solo alla vigilia delle elezioni, per poi dire che la politica è una cosa sporca. Dovrebbero bussare alla porta di chi è stato votato per chiedere ragione delle decisioni, se sembrano insensate. Oppure per sostenere chi offre il proprio servizio, nel momento in cui si segue una strada che sembra giusto.
A noi magari, ora, non interessa. Ma la libertà – includendo anche quella di voto e di pensiero – nel mondo non è scontata e dovremmo viverla e difenderla in modo ben diverso!


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