Svendita immobile: il centrodestra di Torino
-Redazione- Cosa fare di un immobile di eccezione? Potremmo liberarcene! In questo caso l’immobile è il centro-destra, fermo e silenzioso nella sua inazione ed inerzia.
Mentre qualche rappresentante di quest’area sta faticando in maniera incredibile (arriviamo fino alla raccolta di cibo per i poveri), la “macchina del potere” è sfacciatamente inchiodata. Tutti gli altri hanno già chiarito, almeno, le idee sui nomi, che sono trapelati tra le righe di molti giornali (cartacei ed on-line). Noi? Niente!!!! Uno sprazzo di vita solo: l’incontro di circa un mese fa per dirsi (ma va?) che è ora di cambiare l’aria nelle stanze ormai ammuffite.
Va bene. Ormai la maggior parte degli elettori di centro-destra sono disillusi. Prendersi l’impegno di una campagna elettorale, per poi partecipare a consigli e riunioni varie è una cosa che, per spirito di servizio, forse pochi sono disposti a fare.
Però, a questo punto, cari eletti del centro-destra, dato che siete riusciti a trasformare il vostro elettorato – che solo pochi anni fa era confluito in massa a votare per l’elezione degli organi del principale partito di quest’area – e soprattutto i partiti in una realtà non rappresentativa (se non per affetto e ricordi), tornatevene a casa.
Date le dimissioni e lasciate fare… a chiunque. Si: a chiunque, perché peggio di così non si potrebbe fare. Ed è per questo che è giunta l’ora (fatevene una ragione, se sperate di ricevere qualche voto) di rivolgersi alla società civile: per vostra manifesta incapacità.


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