Fassino viola il “suo” regolamento
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 19 ottobre 2015
Il Consiglio approva i regolamenti, il sindaco li viola. Al Comune di Torino le norme si interpretano, non si osservano. È capitato nel caso della nomina nel cda del Salone del Libro del direttore generale della Compagnia di San Paolo Piero Gastaldo, la cui domanda era giunta in via Milano quando i termini erano ampiamente scaduti, è successo nuovamente con l’allestimento del Forum mondiale sullo sviluppo sostenibile.
Secondo quanto previsto dal regolamento di Palazzo Civico sulla concessione del suolo pubblico, le domande per l’occupazione delle piazze auliche devono pervenire almeno 40 giorni prima rispetto all’inizio della manifestazione. È quanto sarebbe dovuto accadere anche in occasione della kermesse internazionale patrocinata dalle Nazioni Unite e appena conclusa. Dopo varie peripezie e una gara pubblica fatta saltare senza motivi (reali) apparenti, l’amministrazione ha optato per un tendone piazzato in piazzetta reale, centro nevralgico del Forum. Ma per installarlo sono state osservate tutte le procedure previste? A quanto pare no. Il direttore generale Gianmarco Montanari, infatti, ha presentato la richiesta ufficiale a nome della Città di Torino il 30 settembre, con protocollo datato 5 ottobre e concessione – da parte degli uffici del suolo pubblico – ottenuta già il giorno successivo, quando sono iniziati i lavori di allestimento. Quanta efficienza, appena 24 ore per esaminare la domanda e dare il via libera. Fosse sempre così. E l’anticipo di 40 giorni?
A sollevare il problema è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone, protagonista di un battibecco con il primo cittadino, secondo il quale, quando c’è Ban Ki-moon a Torino “non si può stare a richiamare il codicillo”. «Evidentemente Fassino, per compiacere Ban Ki-moon e gli ospiti delle Nazioni Unite, si può permettere di violare regole che il venditore di salumi non può aggirare: questa è Torino» attacca Marrone. Dalla maggioranza, il consigliere democratico Luca Cassiani fa sapere che “è nelle facoltà della giunta derogare al regolamento in casi specifici”, inoltre lo stesso Fassino ha spiegato che per questioni di sicurezza il numero uno dell’Onu sarebbe dovuto rimanere in centro.
Una querelle che si è consumata proprio nel giorno in cui l’aula ha approvato una modifica al regolamento sull’occupazione delle piazze auliche, con l’aggiunta di del comma 7 che recita: “Non sono consentiti manifestazioni ed eventi che prevedano una occupazione di suolo superiore a 10 metri quadrati in piazza San Carlo, piazza Vittorio Veneto, piazza Carignano, piazza Castello, piazza Carlo Alberto, piazza Palazzo di Città, piazza Carlo Felice, piazza CLN e piazza Statuto, se non a seguito di deliberazione della Giunta comunale, assunta su proposta del Sindaco e dell’assessorato promotore dell’iniziativa che ne valuti l’impatto e la necessità e autorizzi espressamente la componente commerciale. Sono esentate le manifestazioni politiche e sindacali che non comportino attività di vendita e di somministrazione”. Un provvedimento che responsabilizza organizzatori e la stessa giunta, che ora dovrà monitorare i singoli eventi. Salvo deroghe.


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