Centrodestra, la palla torna a Roma
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il 21 marzo 2016
Mandrake non c’è. E così il coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto, impegnato senza successo a cercare una disperata strada per ricondurre Lega e Fratelli d’Italia all’unità per la corsa (si fa per dire) verso le Comunali, è tornato l’omino coi baffi. Quello che nella reclame diceva “ehhh sembra facile…”.
Però a lui le caffettiere riuscivano e bene. Al suo avatar azzurro oggi non è riuscito niente. Se non un tentativo di allungare un po’ il brodo, rimandando tutto a quel tavolo nazionale da cui non è mai uscito nulla di concreto. E da cui ben difficilmente arriverà in pochi giorni ciò che non è giunto in mesi. L’impossibilità di mettere sul tavolo Mandrake, ovvero il candidato davanti al quale Matteo Salvini, tramite il braccio destro Riccardo Molinari, avrebbe potuto pensare di ripensare l’appoggio già confermato (con FdI) al notaio Alberto Morano, ha costretto Pichetto a cercare altre soluzioni. Tutte respinte al mittente dalla Lega: da improbabili primarie da convocare in articulo mortis fino ad altrettanto fantasiosi sondaggi. Quando si sono alzati dal tavolo, i maggiorenti del centrodestra disunito, non era cambiato praticamente nulla rispetto a quando si erano accomodati. Proprio per non sancire il fallimento e mettere il sigillo azzurro sull’onta, è stato partorito un documento che richiama all’unità e che, appunto, rimanda a decisioni superiori (semmai ci saranno) la soluzione.
Oltre a Pichetto e Molinari, nella war room di una guerra persa in partenza e con un esercito da otto settembre, c’erano anche il commissario di FdI Andrea Delmastro e il fittiano Ettore Puglisi. Quest’ultimo ha sostituito Roberto Rosso il cui ruolo di candidato sindaco era forse sfuggito a Pichetto in un primo momento, ma ha poi indotto tutti a chiedere all’ex onorevole di Trino Vercellese di farsi sostituire. Lui aveva optato per Paolo Greco Lucchina, ma sarebbe stato (visto il suo ruolo di punta in Ncd) difficile far digerire un alfaniano alla Lega. Sciolto il nodo della rappresentanza di Rosso, è rimasto completamente ingarbugliato quello della candidatura.
In verità nel pomeriggio qualche nome lo aveva scritto sul suo taccuino, ma nessuno si sarebbe attagliato al profilo chiesto dal leader del Carroccio per aprire uno spiraglio. L’uomo di Gifflenga pronto a dover dare la ferale notizia a Osvaldo Napoli chiedendo di fare un passo indietro in nome della unità della coalizione, quei nomi però alla fine non li farà neppure al tavolo degli alleati (si fa sempre per dire): ha capito che sarebbero stati impallinati come tordi. Ad ogni buon conto il terzetto contava la senatrice Botulix Maria Rizzotti, l’amministratore di condomini Roberto Rosso, soprannominato Red Patacca per distinguerlo dal più celebre omonimo, nonché commissario cittadino di Forza Italia, ma anche conduttore televisivo impegnato pochi giorni fa in un’intervista (pensa un po’) proprio al candidato Napoli. E poi, nel terzetto di Pichetto, anche il senatore Lucio Malan, con il quale all’ora di pranzo il coordinatore dei berluscones piemontesi aveva avuto un lungo colloquio, ricevendo dal parlamentare la sua disponibilità, ovviamente per spirito di servizio. Il foglietto è rimasto in tasca, i nomi in testa, ma metterli sul tavolo – e Pichetto lo ha capito subito – non era cosa. Figurarsi la faccia di Molinari (e di Salvini quando glielo avrebbero raccontato) nel sentire che: sì va bene ritiriamo Napoli, però proponiamo Roberto Rosso (nemmeno l’originale). Non che la Rizzotti avrebbe avuto più successo e quanto a Malan, forse avrà tirato un sospiro di sollievo. Lui che non è neppure residente a Torino e si sarebbe dovuto privare della foto di rito, sorriso e scheda in mano, al seggio. Insomma, niente da fare.
E così il tavolo della coalizione si è concluso come una seduta spiritica in cui nessuno ha battuto un colpo. Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia non hanno pregiudiziali a ricercare un’alleanza che consenta al centrodestra piemontese di correre unito alle prossime elezioni amministrative a Torino e Novara. È quanto emerso questa sera al termine di un incontro quale hanno partecipato le principali forze della coalizione. “L’obiettivo di dell’incontro di questa sera era verificare la volontà e la possibilità di trovare una soluzione che metta il centrodestra nella condizione di correre insieme in Piemonte”, spiegano in una nota congiunta i segretari regionali di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, Pichetto, Molinari e Delmastro a conclusione della riunione. Documento non siglato dal quarto convitato, il fittiano Puglisi, inviato in rappresentanza del rassemblement di liste (Udc e una parte di Ncd) che sostiene l’ex parlamentare Rosso. “Abbiamo verificato e constatato che non ci sono ostacoli ad una proposta che possa condurci ad una coalizione – spiegano – per questo, in maniera unanime, chiediamo ai nostri leader nazionali di valutare le migliori soluzioni”. Insomma, la palla torna al campo nazionale. Dove peraltro – nonostante e velleità delle ultime ore – è sempre stata. “Ognuno di noi, nella propria autonomia, ha fatto delle scelte – concludono – ma ognuno è anche consapevole dell’importanza di questo momento storico e della necessità di tentare sino in fondo la via dell’unità”. Intanto, il notaio Morano ha fatto incetta di spazi per le affissioni.


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