Integrazione tra Ospedale e Territorio
Per un ottimale funzionamento del SSN è indispensabile una stretta integrazione tra Ospedale e Territorio.
Il rapporto tra le 2 strutture, creando sinergie tra loro, può permettere, oltre alla maggior soddisfazione del cittadino malato, anche risparmi per le casse regionali.
Tentativi di collegamento tra i 2 sistemi sono stati tentati negli anni, ma non hanno dato risultati apprezzabili, essendo nati ed essendo stati gestiti in piccole realtà territoriali, su base volontaria da alcuni medici illuminati.
Senza pensare di essere esaustivo elencherò alcuni punti su cui si potrebbe ragionare in un’ottica di integrazione:
- Ø All’arrivo del paziente in ricovero sarebbe bene avvisare, ad es. con e-mail (tutti i medici di famiglia ne sono provvisti per contratto) il curante dell’avvenuto ricovero
- Ø Sarebbe bene ci fosse la possibilità di colloquiare tra l’ospedaliero ed il medico di famiglia in maniera rapida e snella, senza passare ore al telefono col centralino ospedaliero
- Ø Alla dimissione sarebbe gradita la ricezione sul pc della lettera di dimissione e, dall’altra parte, la trasmissione al collega ospedaliero delle notizie cliniche del paziente le più dettagliate possibili
- Ø In caso di accesso del paziente al pronto soccorso (che spesso avviene ad insaputa del curante) sarebbe utile l’invio al curante del foglio di dimissione sul pc
- Ø Per la gestione delle patologie croniche (BPCO, rischio-cardiovascolare, nefropatie ecc.) la possibilità, in tempi brevi, sul portale regionale (creato per il diabete, ma estensibile alle altre patologie croniche) di scambiare tra medico di famiglia e specialista, in tempo reale, le notizie cliniche dei pazienti co-gestiti
- Ø La necessità, nelle equipes territoriali, dell’incontro tra gli specialisti ed i medici di famiglia per conoscerci e cercare di superare le difficoltà di integrazione dei 2 sistemi
- Ø La formazione dei medici di famiglia (otto sabati all’anno) aperta ai colleghi specialisti ed altrettanto dicasi della formazione specialistica aperta ai medici di famiglia qualora non sia assolutamente ristretta all’ambito specialistico e senza ricadute sul territorio
- Ø La costruzione di percorsi diagnostici e terapeutici condivisi
Piccoli sforzi di integrazione, qualora fossero estesi su scala regionale, permetterebbero forse maggior soddisfazione per i cittadini e per gli attori stessi del sistema.
Dott. Giulio Titta
Segretario FIMMG Regione Piemonte


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