Sono una Sentinella in piedi, ecco su cosa veglio
Riportiamo l’articolo, a firma di Domenico Agasso Jr, pubblicata su “La Stampa” il 19 maggio 2015
«La famiglia è troppo preziosa per restare a guardare mentre viene distrutta. Il cuore dell’uomo è troppo grande per cedere alle menzogne del potere». Sono le esortazioni con cui le «Sentinelle in Piedi» invitano a mobilitarsi sabato 23 maggio contro il disegno di legge (ddl) Cirinnà, in particolare contro «l’equiparazione al matrimonio delle unioni fra persone dello stesso sesso, la possibilità che un bambino possa essere cresciuto da due uomini o due donne, la legalizzazione della pratica dell’utero in affitto», contro il ddl Fedeli, il quale «stabilisce che nelle nostre scuole si insegna ai bambini che possono sentirsi maschi o femmine indipendentemente dal proprio corpo», contro il ddl Scalfarotto «sull'”omofobia”».
Le Sentinelle in piedi non sono un’associazione né un movimento: «vegliano» nelle piazze in rigoroso silenzio, a due metri di distanza l’uno dall’altro, leggendo un libro.
L’iniziativa di sabato si chiama «100 piazze per la famiglia»: «Insieme resistiamo. In piedi, non ci pieghiamo. In silenzio, affermiamo che non c’è legge che possa zittire le coscienze. In piazza, testimoniamo che non c’è menzogna che possa cambiare la realtà».
«Ho partecipato, nei mesi di marzo e ottobre 2014, con mia moglie, i miei figli, e numerosi amici e conoscenti, ai precedenti eventi torinesi, e intendo partecipare al prossimo», racconta Gianluca Segre, docente di Storia e Filosofia in una scuola paritaria del capoluogo piemontese. «Un’ora in piedi, in silenzio, leggendo un libro. Penso che sceglierò Dante, non solo per l’anniversario, ma anche perché, per quanto riguarda la realtà e la tutela della famiglia, come da art. 29 della Costituzione, l’Italia pare proprio una “nave sanza nocchiero in gran tempesta”. O meglio, i nocchieri ci sono, e hanno precisi progetti. Politica, cultura dominante, costume, da anni indeboliscono e cercano di snaturare ciò che resta della famiglia».
Con il ddl Cirinnà «si va in questa direzione – afferma Segre – Oltre all’ipocrisia di non voler chiamare matrimonio un tipo di legame con gli stessi diritti e doveri. Con un sottile inganno, si dice di voler estendere alle coppie omosessuali diritti negati; di fatto, si snatura l’istituto familiare – quando alcuni diritti potrebbero essere serenamente regolati, e se opportuno integrati, con norme di ambito privatistico».
Il Professore invita a diventare Sentinelle «in primo luogo per la libertà di espressione; oggi è diventato difficile, nel senso di pericoloso, parlare di ciò che è ovvio: la realtà della famiglia, uomo – donna e figli (o aperta ai figli). Poi per ricordare che i figli nascono da un uomo e da una donna; far presente che un bambino ha il diritto di avere come riferimento un padre e una madre. Continuo: per rifiutare di vedere eliminati, anche per via burocratica, i termini stessi padre e madre, a favore di termini assurdi come genitore 1 e 2. Per opporsi, infine, all’introduzione sempre più invasiva, nelle scuole di ogni ordine, dell’ideologia del gender – che papa Francesco ha denunciato in modo chiaro anche negli ultimi interventi, parlando di “colonizzazione da parte del pensiero unico”. Ideologia che naturalmente viene mascherata sotto forma di lotta ai vari tipi di discriminazione, di bullismo ecc. Obiettivi condivisibili, che nascondono ben altre finalità».
Segre si sente «sentinella in piedi per un’ora, sentinella in altri ambiti, nel mio caso come insegnante. Tratto abitualmente queste tematiche con i miei allievi, consapevole che in altre scuole vari miei colleghi, che hanno dibattuto in classe in modo pacato e argomentato, si sono sentiti accusare di omofobia».
Sull’omofobia, dichiara: «Se non si parla come il “pensiero unico” vuole, si incorre in questa accusa. Il ddl Scalfarotto, già approvato dalla Camera, vorrebbe equiparare questo reato, ampiamente da definire, a quello di razzismo. Conosciamo il metodo Barilla, l’industriale costretto a chinare la testa – con scarso coraggio – di fronte a minacce di boicottaggio; sono note le polemiche contro Dolce e Gabbana, che in una recente intervista hanno dichiarato che la famiglia naturale è una delle realtà che non vanno modificate. Omofobi anche loro?».
Il Docente aggiunge una precisazione: «Sentinella in piedi, senza essere contro nessuno, con buona pace di chi grida, insulta, minaccia – come avvenuto a Torino; spinge, strattona, picchia, come avvenuto in altre città. Con il compiacente silenzio, o la faziosa informazione, di molti mezzi di comunicazione. Sentinella anche per testimoniare la realtà, e quindi la verità, che tale non sembra più, come affermava Chesterton: “Spade si leveranno un giorno per affermare che l’erba è verde”. Sentinella, infine, nella vita di tutti i giorni, per custodire – in modo imperfetto e limitato, ma profondamente umano – la propria famiglia, con la speranza di trasmettere questa bellezza alle nuove generazioni».


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