Regione strozzata dai debiti
Riportiamo l’articolo pubblicato su “Lo Spiffero” il giorno 11 novembre 2016
Il Bilancio sociale 2015 della Regione Piemonte, strumento che illustra in termini comprensibili e sintetici quanto è stato fatto lo scorso anno dall’ente, è stato presentato questa mattina nel corso di un convegno a Palazzo Lascaris. È il frutto di una innovazione introdotta dalla Regione per prima in Italia 9 anni fa.
“Abbiamo il dovere – ha rimarcato il vicepresidente della giunta Aldo Reschigna – di rendere comprensibili i documenti che segnano la nostra attività. Lo scopo è far capire alla comunità piemontese ciò che facciamo, consentendole anche di poter svolgere il ruolo di controllo che ha il diritto di esercitare. Il Bilancio sociale racconta ciò che è stato fatto, rendendo più comprensibile la qualità del nostro lavoro. Ma per capire questo è necessario partire da dove siamo, una situazione che vede la Regione al 1 gennaio 2015 con un disavanzo di 3 miliardi e 450 milioni e al 1 gennaio 2016 con 10 miliardi e 392 milioni di debito. Questo significa dover pagare rate di 200 milioni l’anno sul primo fronte e di 555 milioni l’anno sul secondo, restringendo le nostre possibilità di manovra”. “Lo sforzo che abbiamo fatto – ha aggiunto – è stato quello di garantire comunque la spesa sui capitoli che riteniamo fondamentali, a partire dalle politiche sociali, cercando però anche di restituire alla Regione un ruolo negli investimenti”.
Per ovviare alla penuria di risorse, dovuta alla situazione finanziaria di piazza Castello, l’amministrazione di Sergio Chiamparino ha lavorato su due fronti: il recupero dell’evasione fiscale e la riduzione della spesa, “limitando al massimo il ricorso alla leva fiscale” dice Reschigna. Dopo l’innalzamento dell’addizionale Irpef, nell’autunno 2014 (pur salvaguardando i redditi inferiori ai 24mila euro), la Regione non ha più aumentato le tasse “e non lo faremo neanche per il 2017”. In compenso dal recupero dell’elusione fiscale nel 2015 sono arrivati 105 milioni di euro e “quest’anno abbiamo già raggiunto la somma di 90 milioni, di cui 31 milioni sul bollo e gli altri 59 su Irpef e Irap” spiega il numero due della giunta. Tanto resta ancora da fare se si pensa che l’ammontare complessivo del non pagato, solo sul bollo, vale tra i 150 e i 200 milioni e per questo la riscossione coattiva dal prossimo anno sarà affidata a Soris.
Nel 2015, inoltre, la Regione ha ridotto del 12% – dichiarando un’eccedenza di 250 dipendenti – il costo del personale che quest’anno diminuirà ancora. Sono stati razionalizzati gli uffici, riducendo gli spazi adibiti a uffici di 25.900 metri quadrati solo a Torino. C’è stata poi una riduzione sensibile della spesa per il Consiglio regionale che si è attestata sui 47 milioni, dopo essere arrivata a raggiungere, nella scorsa legislatura, la somma di 82 milioni.


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